Posted by: christiandenicolo | 05/06/2010

Good-bye Alaska!

Stiamo trascorrendo le ultime ore qui ad Anchorage, Alaska. Sono le ore 23:05 e fuori ancora una luce come se fossero  le 19:00 di sera da noi a casa. A conclusione di questa nostra straordinaria nonchè bellissima esperienza nelle montagne del parco nazionale del Denali, parlando in questi giorni con i compagni di spedizione, posso dire che siamo davvero tutti contentissimi per come siano andate le cose. Siamo saliti e ridiscesi la montagna nel giro di 6 giorni, cosa che normalmente richiede come minimo dai 10 ai 13 giorni. Abbiamo avuto molta fortuna col tempo e sicuramente anche il fatto che eravamo un gruppo molto unito, determinato ed affiatato ha fatto sì che riuscissimo tutti a raggiungere la cima del Mt McKinley in cosi poco tempo.

Non nascondiamo che la nostra più grande paura era il grande freddo per cui questa montagna è conosciuta, anche il brutto tempo che qui è una cosa frequante ci ha dato parecchio da pensare, ma poi per fortuna tutto è andato nel verso giusto e col passare dei giorni eravamo sempre più motivati, trovando le giuste decisioni e scelte e puntando sempre più decisi al nostro unico obiettivo: la cima!

I primi giorni sono stati davvero duri; non è facile trainare una slitta con pesi di 40-50kg che ogni qualvolta che trova un minimo ostacolo si ribalta! Abbiamo passato momenti difficili, duri e di stress perché tante energie le avevamo già bruciate all’inizio tramite questi grandi sforzi. I primi giorni so che ho bestemmiato come un matto in mezzo al ghiacciaio; sì, perché faceva caldo, mi toccava tirare pesi a cui non ero abituato, cercavo di dare il massimo e per colpa di una stupida slitta stavo sprecando enormi energie e facevo sforzi superiori al normale!

I giorni successivi dove abbiamo lavorato portando ai campi alti materiali, salendo per corde fisse, affrontando tratti crepacciati, subendo raffiche di vento e aria molto fredda, sono stati anche molto impegnativi ma un po’ meno duri rispetto all’inizio.

Paura vera e propria non ne abbiamo mai avuta durante la salita, stavamo tutti bene e le notizie positive del tempo che arrivavano di giorno in giorno ci davano ancora più motivazione e sicurezza nella nostra impresa. Sapevamo benissimo che se il tempo avesse tenuto da Camp 3 a 4400mt per ancora 2 giorni, la cima sarebbe stata nostra. E così è stato, abbiamo deciso, visto che nessuno aveva sintomi di mal di testa da alta quota, di partire da campo 3 e fare in un unico sforzo salendo le corde fisse, passando per la cresta rocciosa a 5000mt superando il Denali Pass e continuare per il Footballfield sino alla cima. L’unica cosa che abbiamo fatto durante questo percorso è stato quello di porre 2 tende a 5300mt dove avremmo riposato durante la fase di ritorno. Così era stato deciso da tutti e cosi è stato fatto. L’idea nostra era di puntare alla cima salendo leggeri, veloci e senza impiegare troppi giorni perché se il tempo avesse dovuto cambiare, avrebbe potuto compromettere la nostra spedizione.

In 14 ore ca. e superando un dislivello di quasi 1900mt di sola salita abbiamo raggiunto da Campo3 la cima del Mt. McKinley a 6194mt! Erano le ore 23:45 quando eravamo in vetta. È stato un momento stupendo perché c’era ancora la luce del sole mentre alle spalle una magnifica luna piena!

Il nostro obiettivo era stato raggiunto, la temperatura sara stata sui -25 gradi, neanche così male tutto sommato. Il tempo di fare qualche foto, congratularsi a vicenda per la riuscita e poi subito concentrazione per il ritorno…. sì, perché quando sei in vetta, sei solo a metà strada.
In 4 ore siam ridiscesi fino ai 5300mt dove ci aspettavano le tende. Non eravamo molto felici di passare lì la notte, avremmo preferito ridiscendere al Basin Camp, ma ogni tanto è anche meglio seguire la ragione e non strafare nelle cose. Era freddo ma la notte l’abbiamo superata bene.

Nonostante la stanchezza ci siamo alzati presto, abbiamo fatto un po’ di acqua, mangiato poco e nulla, abbiamo raccolto le tende e il nostro materiale e siamo ridiscesi da 5300mt a 4400mt. Man mano che si scendeva stavamo sempre meglio, ogni tanto ci scappava qualche battuta divertente, un po si canticchiava ma senza mai perdere la concentrazione. Durante la discesa sulle corde fisse incontravamo gente che saliva a portare materiale al Campo4 per poi ridiscendere e risalire il giorno dopo, cosa che noi abbiamo deciso di non fare per evitare di sprecare inutili forze e tempo prezioso. Tanti li conoscevamo dai giorni prima e questi ci salutavano chiedenoci come fosse andata. Noi fieri rispondavamo: “YES, WE SUMMIT DENALI! “Sì, abbiamo fatto la cima!” e tutti ci facevano le congratulazioni. Ne andavamo davvero fieri!

Al Campo3 siamo stati accolti da degli spagnoli che ci hanno offerto da bere e ci chiedevano come fosse andata. Alla nostra risposta che eravamo saliti in 14 ore da lì alla cima, non ci volevano credere, si son fatti una risata. Anche altri membri di spedizioni ci davano per matti e all’inizio non credevano molto alle nostre parole, ma col passare delle ore gli abbiamo fatto cambiare idea a tutti e noi logicamente strafelici per la nostra riuscita! Dopo aver mangiato parmiggiano, speck e bevuto litri di tè ed acqua ci siamo infilati nei nostri sacchi a pelo al caldo e ci siamo goduti così un meritato riposo.

Il giorno dopo da Campo3 siamo ridiscesi al Campo2, abbiamo riposato un’ora e 1/2 e poi abbiamo preparato sci e slitte e siamo ridiscesi lungo la via di salita per raggiungere dopo ca. 5 ore il punto di partenza dove l’aereo ci aveva sbarcato il primo giorno. Confesso che questo giorno è stato il giorno dove io ed i miei compagni abbiamo avuto più paura in assoluto. Nel giro di una settimana le condizioni del ghiacciaio erano cambiate. Il tempo era rimasto bello e questo aveva provocato l’apertura di numerosi crepacci. In una zona dove avevamo posto la tenda il primo giorno, si era aperto un crepaccio di 40cm e profondo 30mt se bastano! Avevamo praticamente dormito su un crepaccio senza saperlo.

Durante la fase di rientro stavamo sulla solita traccia di salita e anche lì buchi a destra e sinistra. Lo stress era grande e giuro che ho avuto paura, forse mai tanta paura come qui! Bastava una minima distrazione e potevi caderci dentro, facendo la fine del topo. Ogni tanto capitava di dovere schivare la traccia di salita ed uscirne di qualche metro. C’è stato un attimo che ho visto sprofondare gli sci. Il cuore mi è andato in gola e pensavo: “ecco, ora vado giù”, ma per fortuna non è mai successo. Ho pensato a tutto e a nulla. Speravo solo che finisse presto la via del rientro.

Un tedesco che avevamo conosciuto ci ha raccontato di essere caduto 4 volte in piccoli crepacci, salvandosi grazie all’enorme zaino che aveva sulle spalle ed ad altri alpinisti polacchi che lo hanno aiutato ad uscire. Se non fosse stato per quello zaino e per quelli alpinisti che erano lì per puro caso, avrebbe fatto la fine che ognuno può ben immaginare.

Una volta raggiunto il posto d’atterraggio degli aerei sapevo che oramai era fatta e che non c’era piú nulla da temere. Scaricate le slitte e organizzato tutto il nostro materiale ci hanno fatto sapere che alle ore 18:30 ci avrebbero prelevato con un aereo e riportato a Talkeetna dove avremmo dovuto sistemare qualche ultima formalità con i Rangers locali.

Purtroppo alcuni giorni dopo la nostra salita si sono verificati degli incidenti mortali al Mt McKinley: già qualche giorno prima che noi raggiungessimo il Campo3, un francese scivolando lungo un pendio ghiacciato nella zona del Windycorner era precipitato per 1600mt morendo, poi un altro era caduto in un’altra zona, salvandosi miracolosamente, mentre 3 giorni fa 2 canadesi sono morti travolti da una valanga a 4800mt.

Per il 2010 sono attesi dai Rangers ca. 1200 alpinisti, finora ne hanno raggiunto la cima 187.
Sono davvero contento per come siano andate a noi le cose, forse realizzeremo col passare dei prossimi giorni ciò che abbiamo portato a termine. Il gruppo è stato davvero forte, ben motivato, unito e probabilmente questo è stato il motivo per cui siamo riusciti a salire anche così velocemente.

Era mia intenzione in queste righe trasmettere un po’ a chi ci ha seguito le sensazioni che abbiamo provato in questa nostra spedizione. Vorrei dire grazie a tutti coloro che ci hanno seguito e letto in queste due settimane, grazie a coloro che ci hanno sempre mandato emails, sms, scritto e seguito nel blog. Grazie perché ci avete dato forza e aiutato psicologicamente nella nostra impresa, cosa che abbiamo davvero tutti molto aprezzato.
Ripagheremo presto con delle bellissime foto!!
Saluti da Ancorage ALASKA.
Christian


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

Categories

%d bloggers like this: