Posted by: christiandenicolo | 23/05/2011

I miei sponsors della spedizione al Cho Oyu a settembre 2011

Una spedizione su montagne così alte comporta dei costi non indifferenti, così quest anno per la prima volta mi sono permesso di provare a spedire delle lettere a ditte ed imprese della valle per vedere se ci fosse qualcuno interessato al mio progetto e a darmi una mano con un contributo economico, facendomi così da sponsor. Non sono un personaggio conosciuto o popolare come lo erano i miei due amici Karl Unterkircher o Walter Nones, ma come loro vivo la stessa passione ed inseguo i miei sogni, ed è anche per questo che mi sono detto, perché non provare a chiedere un aiuto?

Di tutte le lettere che ho mandato, per diverse settimane non ho avuto neanche una risposta. Ma un bel giorno mi arriva un’email dal Sig. Erich Prinoth del Centro 181 di Ortisei. Devo dire che ero emozionato perché pensavo chissa cosa mi avrà scritto; al primo momento ho pensato, ma, mi dirà che l’idea è buona ma che non mi può aiutare. Invece leggendo la sua mail vedo che era molto interessato a questo mio progetto.  Ci siamo dati appuntamento, gli ho presentato il mio nuovo progetto al Cho Oyu, ci siamo parlati per più di un’ora e questo mi ha fatto un grande piacere. E fu così che il Sig. Prinoth diventò uno dei miei primi sponsors.

Col passare del tempo si sono fatte avanti altre persone e la cosa mi ha entusiasmato ancora di più. Ho visto che, per quanto sia difficile trovare qualcuno che ti voglia aiutare a sostenere in progetti di questo tipo, sotto sotto ci sono sempre ancora persone entusiaste, curiose e motivate a darti una mano ad inseguire un tuo sogno così ambizioso. Certo, un 8000mt non è una cosa da tutti i giorni e forse anche questo ha portato all’interesse di coloro che mi hanno gentilmente risposto.

Su questo mio blog, che viene sempre curato ed aggiornato dalla mia amica Ingrid, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro che finora mi hanno dato la loro fiducia e che mi hanno sostenuto sia con un contributo economico che con diversi materiali. Vorrei dire GRAZIE alla Sig.ra Christina Demetz del Consorzio Turistico Val Gardena Dolomites che per prima si è dimostrata interessata a questo mio nuovo progetto ed ancora una volta al Signor Erich Prinoth del Centro 181 di Ortisei per la sua gentilezza e compiacenza nei miei confronti. Ringrazio Marco Anselmi, un ragazzo di Venezia, nostro cliente, che un giorno mi chiese: “Allora come butta con gli sponsors?” Gli risposi: “Dura, dura…, mi sa che se voglio andare al Cho Oyu,mi tocca fare una rapina in banca!” e lui, quasi per scherzo mi fa: “Aspetta che chiedo a mio padre.” Qualche giorno dopo mi disse che il suo papà era il direttore della rivista di astronomia “COELUM e che sarebbero stati interessati a farmi da sponsor! “Ma cosa posso fare io in cambio?” gli risposi e Marco mi fece: “Fotografare il cielo!” Pensavo che scherzasse, ma invece…. è proprio così!
Un’altra persona che mi ha fatto piacere vedere interessata al mio progetto e a cui vorrei ringraziare, è il mio amico Walter Piazza del Rifugio Vicenza nel gruppo del Sassolungo e che come me fa parte del Soccorso Alpino della Val Gardena. Passa il tempo, passano le settimane e col tempo arriva qualche telefonata al mio cellulare. Ringrazio Gerhard Vanzi del Dolomiti Adventures del sostegno, ma dicendomi: “Sarei interessato a darti una mano, ma ad un patto… che torni a casa.” All’inizio non capivo molto cosa volesse dire, ma poi ho ricordato che lui ai tempi era il manager di Karl Unterkircher. Gli ho detto: “Sì, sì, tranquillo che torno, ho ancora un po’ di cose da fare nel mio futuro di alpinista”. Ho avuto anche il piacere di incontrarmi e parlare con Markus Demetz del negozio Sport Demetz Maciaconi di S. Cristina. Ha dimostrato molto interesse a questo mio progetto e così, tra un caffe ed un succo di frutta gli ho spiegato un po’ come era nata quest’idea del Cho Oyu.

Per quanto riguarda i materiali che si usano in queste spedizioni posso dire che bene o male io ho tutto, visto che sono diversi anni che ormai giro per il mondo a scalare montagne e col tempo e l’esperienza ci si organizza per le cose che servono. Ma vorrei ringraziare il mio amico Siegfried Kerschbaumer che come rappresentate di diverse ditte, tra cui la ditta CRAFT, mi ha messo a disposizione diversi capi della ditta CRAFT che ho avuto occasione di provare e testare in molti miei allenamenti con gli sci d’alpinismo e nelle scalate in ghiaccio durante la stagione invernale. A me piace provare materiali diversi e capire davvero ciò che mi si adatta meglio. Con i prodotti CRAFT che mi sono stati messi a disposizione mi sono trovato molto bene e sono pienamente soddisfatto. Probabilmente riuscirò ad avere anche dei nuovi bastoncini della ditta LEKI tramite il Sig. Raimund Senoner, mentre dal mio amico Klaus Mussner, consulente e rivenditore dei prodotti della JUICE PLUS, ho avuto degli integratori energetici da provare che prendo seguendo un certo programma.

Ormai mancano poco più di quattro mesi alla partenza per la nostra nuova avventura che questa volta ci porterà in Tibet al Cho Oyu. Saliremo la “Dea turchese”, cima di 8201mt. per la “via normale” e senza ossigeno. Per quanto riguarda i preparativi possiamo dire che siamo a buon punto, sia per la logistica che per i materiali e spero anche per la forma fisica. Rimangono ancora un po’ di cose di cui occuparsi come i pagamenti per i permessi di scalata, i trasporti da Kathmandu al Campo Base in Tibet, la spedizione di materiale come tende, ramponi, sacchi a pelo via cargo, messo a disposizione dall’agenzia Tamserku a cui ci siamo appoggiati per l’organizzazione.

Silke, la moglie dello scomparso e amico Karl Unterkircher ci ha messo a disposizione dei barili-contenitori di plastica che utilizeremo per spedire una prima parte del nostro materiale in Nepal che recupereremo al nostro arrivo a Kathmandu, mentre il grosso del materiale lo porteremo con noi il giorno della partenza da Milano programmata per il 5 settembre.

Ora c’è solo da valutare quante tende portare in quota durante la salita, come allestire i tre campi che saranno posti tra i 6000mt e 7400mt ed organizzare un po’ di provvigioni che porteremo sia da casa, ma che acquisteremo in parte anche in Nepal e Tibet. Devo dire che il mio amico Willy, con il quale ho già avuto occasione di scalare diverse cime in Bolivia ed il Mt McKinley l’anno scorso in Alaska, è una persona  molto affidabile, in gamba ed io lo affianco molto volentieri; ci sentiamo spesso per definire alcune cose e vedere cosa si può migliorare per la buona riuscita della spedizione e cerchiamo di mettere sempre al meglio le cose, soprattutto anche per i nostri compagni di spedizione affinché si trovino sempre bene e d’accordo con le nostre decisioni.
Al Campo Base ci sarà per tutta la durata della spedizione un cuoco e ognuno avrà la sua singola tenda, cosa molto importante in quanto potere dormire tranquillamente senza nessuno vicino che russa, parla, ascolta musica, si muove o legge, si gira, ti muove mentre tu riposi o dormi. Il Campo Base deve essere considerato un “luogo sacro” e la tenda un po’ come la tua camera a casa dove ti rinchiudi per stare tranquillo, dove puoi avere la tua privacy, dove tu ti ritiri per startene da solo e con te stesso, via da tutto e da tutti dove ti perdi con mille pensieri, dubbi e domande di ogni genere dove cerchi di isolarti e riposare al massimo per trovare quella pace, tranquillità e concentrazione che ti servirà nei giorni successivi quando andrai in quota ad affrontare fatiche e sforzi inimmaginabili.
Per ora cerchiamo ancora di allenarci nel migliore dei modi. Non ho ancora messo via gli sci, anzi ho ancora qualche progetto che vorrei realizzare entro le prossime settimane, ma ho già iniziato anche ad arrampicare e fare un po’ di corsa in montagna.

L’idea di provare a salire un ottomila non nasce per caso ma è una cosa maturata col tempo e con le varie spedizioni portate a termine. Sono quei sogni che hai, ma dove spesso pensi e dici: “Tanto non ci andrò mai, meglio lasciare perdere.” Ed invece poi, pian piano, dopo diversi anni di salite su cime dei vari continenti, dopo avere visto che in quota stai bene, che la maggior parte delle volte è andata bene, che non hai avuto grandissimi problemi sia tecnicamente che con l’ altitudine, giungi al punto di dire: “Ma perché non ci posso provare?”
Dopo la cima del McKinley ricordo che ero in tenda con Willy e gli dissi così, quasi per scherzo: “Willy, visto che siamo riusciti a fare in un tempo così veloce la cima più alta del Nordamerica, perché non proviamo un 8000mt?” Lui mi guardava sorridendo e poi più seriamente mi disse: “Ma sì, sarebbe bello, perché no? Anche io ho sempre avuto questa idea di un 8000mt, ma sai la famiglia, i bambini, i costi, si sta via tanto tempo, i rischi… Sarebbe bello sì, ma, ma, ma… .” Alla fine dopo un paio di settimane neanche a farlo apposta ci siamo riparlati, abbiamo chiesto ai nostri compagni di spedizione dell’Alaska se ne avessero avuto voglia di lanciarsi in una nuova avventura. Walter è stato forse il più entusiasta al punto che io e Willy abbiamo girato l’idea anche a Roland e Felix che erano molto favorevoli ed entusiasti anche loro di questa nostra proposta. Poi però non ho potuto fare a meno di chiamare anche il mio amico Martin Planker con il quale cullavo già da anni il sogno di un 8000mt. Martin all’inizio era un po’ titubante pensando ai costi ed alla famiglia, cose molto ovvie, ma dopo un periodo di riflessione si è aggiunto al gruppo anche lui. L’ultima persona a cui ho chiesto cosa ne pensasse di questa mia nuova sfida e se ne avesse voglia di provare insieme a noi, è stato Klaus Malsiner. Lui si è preso giustamente un po’ di tempo, ma poi grazie ad una intervista di Messner che lui ha visto su YouTube si era convinto al punto tale da dire finalmente sì! La squadra per la spedizione era al completo. Ora siamo in sei a partire a settembre per il Tibet: Willy, Klaus, Martin ed io della Val Gardena, Walter della Svizzera e Roland della Val Badia, tutti con una notevole esperienza alpinistica e anche per quel che riguarda l’alta quota, anche se il Cho Oyu questa volta sarà tutt’altro che una passeggiata…!

Per il momento non posso fare altro che ringraziare ancora una volta tutti coloro che mi stanno sostenendo in questo mia nuova avventura e spero di potere ricambiare la loro fiducia nel migliore dei modi.


Responses

  1. Vorrei che molta più gente al mondo fosse come te Christian: amante del mondo e della natura. Amante delle cose vive e delle cose vere… di quelle cose che nella mente delle persone intelligenti rappresentano “il bello” della vita.
    Complimenti e grazie per la dedica che mi hai fatto.
    Ricordati Christian: Persone si nasce ma personaggi si diventa !
    Ciao -Erich-

    • Mi fa molto piacere avere ricevuto questa tua mail, ho mandato la foto della cima xche e’ una che fra tante foto che ho fatto mi e’ sempre piaciuta di piu. Grazie per le belle parole di questa mail, cerchero anche questa volta di stare con i piedi per terra e fare bene.Ho detto a Emanuel che un giorno lo chiamo e vengo li a salutarlo cosi lo conosco e parliamo un po di questo mio nuovo progetto.
      Tanti saluti e a presto Christian

  2. saluc a duc e ma n pu bel plan


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