Posted by: christiandenicolo | 17/07/2011

Continuano gli allenamenti per il Cho Oyu

Mancano poco più di 50 giorni alla partenza della nostra nuova spedizione che ci porterà in settembre in Tibet da dove tenteremo di salire per la prima volta un 8000mt. Il Cho Oyu chiamato anche “montagna della Dea Turchese”, con i suoi 8201mt è la sesta montagna più alta della terra dopo l’Everest. Salire montagne di questo calibro richiede una grande preparazione, esperienza e scelta giusta dei materiali. Questa volta partiremo in 6 e ci faremo aiutare per allestire i campi in quota da un “Climbing Sherpa” che sarà al nostro fianco per tutto il periodo della spedizione.  Al momento abbiamo praparato 60 kg di materiale che verranno spediti a giorni con un volo dalla Germania verso Kathmandu in Nepal e che recupereremo al nostro arrivo.

Le fasi di prepaparazione procedono bene. Visto che non è possibile trovare i giorni per fare allenamento tutti insieme ognuno si arrangia a modo suo. Chi fa lunghi giri in bici, chi salite a piedi e corsa in montagna. Ognuno di noi si è organizzato con un suo programma specifico col quale trovare e raggiungere il massimo della forma.

Io personalmente mi alzo spesso alle 5.00 di mattina e cerco di fare salite miste ovvero corsa in montagna per sentieri di qualsiasi tipo e nei tratti più ripidi utilizzo i bastoni affinché possa spingere e cercare di tirare fuori il massimo di energia ponendo il mio fisico a grandi sforzi, ma che alla fine mi aiutano a creare forza e resistenza. Ogni tanto faccio qualche girettino in bici anche se confesso non sono poi cosi bravo, altre volte invece affronto salite con 20kg nello zaino per aumentare la forza delle gambe.

Per quanto riguarda l’alimentazione non seguo diete specifiche. Mangio sempre quello che mi sento al momento come 5-6 canederli al colpo, tanta pasta, carne ma non troppa, riso e guai dimenticarsi di gelati e cioccolata!!
Col passare dei giorni inizio a riguardarmi e leggermi sempre più cose su questa montagna, ma non riesco ancora a capirne la sua vera grandezza e le sue difficoltà Io entro sempre in sintonia con la montagna quando arrivo sul posto, solo lì quando me la troverò davanti, inizierò a capire veramente. Cerco un po’ di immaginarmi le cose ma non riesco a metterle bene a fuoco. Credo che solo al campo base riuscirò a capire davvero ciò che sto per affrontare e inizierà per me quella fase di “tutt’ uno” tra me e la montagna. Questo mi è successo al Mt.McKinley, questo è sempre stato in ogni mia spedizione.
Non nascondo che ultimamente mi sto ponendo non poche domande su come sarà la salita, quanto freddo sarà, fino dove riuscirò davvero ad arrivare, come sarà l’aria a quelle quote, se servirà una cannuccia per respirare o riusciremo a salire avanti; come potrà essere il mio stato mentale a quella quota, sarò lucido, come sarà salire senza l’utilizzo dell’ ossigeno? Più passa il tempo e più penso a tante cose di questo tipo.
Non è paura ma è una forma di rispetto che ho nei confronti della montagna e nei confronti di me stesso. Per me è una cosa che mi incuriosisce e che mi affascina molto anche perché da ogni spedizione porti esperienze diverse che poi ti aiutano nella prossima. Abbiamo ancora un po’ piu di un mese e quello che al momento conta di più è comunque preparasi bene fisicamente, poi il resto lo decideremo sul posto.


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