Posted by: christiandenicolo | 13/10/2011

Pepe, lo spagnolo

Il 1 ottobre, il giorno che io e Roland siamo saliti dal campo base al campo 1, era bellissima giornata e faceva anche caldo. Passando la notte in tenda a 6400 mt sentivamo che le temperature stavano cambiando e diventavano più rigide. Il giorno seguente siamo partiti alle 09.00 per il campo 2 a 7100 mt; abbiamo impiegato 6 ore per la salita, passando per il seracco il “Plateau” e risalendo i ripidi pendii innevati che portavano alle tende già montate a 7100mt. Giunti al campo 2, abbiamo subito scaldato dell’acqua per farci del tè e per prepararci una di queste delicate minestre liofilizzate.

Quella notte è stata freddissima, erano sicuramente -30 gradi. Io ero in sacco a pelo con pantaloni di piumino, giacca di piumino e tutto chiuso dentro per scaldarmi al massimo. La condensa del nostro respiro aveva imbiancato tutta la tenda, sembrava avesse nevicato dentro. La notte ci siamo svegliati più volte per bere tè caldo e riscaldarci meglio. È stato allora che i miei pensieri mi hanno portato alla decisione di non continuare; temevo che più in alto, con quel vento e quelle temperature, avremmo facilmente rischiato dei congelamenti alle mani o ai piedi. Durante questa notte uno spagnolo di 67 anni ha tentato la cima. Non si sanno le cause, ma Pepe, come si chiama lo spagnolo, sfortunatamente precipita per 400mt!  Alcuni alpinisti che l’hanno visto cadere, lo trovano incosciente e in stato ipotermico.

Il giorno dopo Pepe ha deciso di scendere. Il tempo era bellissimo, ma faceva sempre molto freddo. Allora due spagnoli, amici dello sfortunato alpinista, ci hanno chiesto di, assieme a loro, aiutare Pepe a scendere al campo 1. Così abbiamo iniziato a scendere con lui, tenendolo con una corda alle nostre spalle, dandogli 3 lt di ossigeno con una bombola. Riusciva a fare solo 100 mt all’ora, era il massimo che si riusciva a fare al colpo e sembrava di non scendere mai. Così, quando siamo arrivati al Plateau sopra il seracco, abbiamo deciso di montare una tenda per Pepe con una seconda bombola ad ossigeno per passare la notte. Pepe era in condizioni drammatiche e nessuno sapeva se avrebbe superato la notte. Io e Roland siamo scesi al campo 1, ci siamo riposati un po’ e poi abbiamo continuato fino al campo base. Con Pepe erano rimasti i suoi amici spagnoli.

Di seguito dal campo base sarebbe partito un gruppetto di altri spagnoli che con 11 portatori sono riusciti prima a portarlo fino al campo base e poi avanti con altri 11 portatori freschi fuori delle murene e finalmente a Kathmandu. Abbiamo saputo che è stato ricoverato all’ospedale a Kathmandu e che putroppo gli verranno amputati i piedi perché aveva congelamenti molto seri di 3 grado, ma almeno se la caverà.


Responses

  1. Christian you are a HERO

  2. Gli spagnoli sono stati fortunati a trovarvi ;-)

  3. Pepe vi sarà grato per tutta la vita di avervi incontrato sul suo cammino e la vostra spedizione è servita allo scopo più alto: salvare una vita umana. Siamo orgogliosi di voi. Buon rientro ed un abbraccio a mio fratello Roland
    (a ciasa döt bun)

  4. Grandisssssimi ragazzi.
    Per fortuna la decisione e’ stata giustisssima.
    Non vediamo l’ ora di avervi nella Ladinia (per Roland: Juve-Milan 2-0, dominio totale)


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