Posted by: christiandenicolo | 06/11/2012

Summit Kilimanjaro 22 ottobre 2012

“Pole pole” (piano piano)…solo cosi si raggiunge la cima del Kilimanjaro. Vorrei inanzitutto scusarmi con tutti coloro che hanno provato ad avere qualche notizia cercando di leggere le” news” attraverso il mio blog, ma purtroppo non sono mai riuscito a stabilire un contatto via internet per motivi tecnici locali. Abbiamo raggiunto la cima del Kilimanjaro il 22 ottobre verso le 07.45 di mattina. La temperatura era sui -20°, causa il forte vento in quota e nuvole cariche di umidita’ che nascondevano il sole. Il 18 ottobre dopo avere sbrigato le solite formalita’ di registrazione di permessi, controllo del peso di tutto l’ equipaggiamento, registrazione dei passaporti e nomi di tutti i partecipanti, siamo partiti dal Marangu Gate a 1970 mt incamminandoci verso il Lodges del Mandara a 2700 mt. Di sei persone che eravamo: Io, Karin, Anna(Polonia), Nikolaj (Danimarca), Ulli e Moritz ne seguivano altre 16 tra cuochi, guide e portatori. Una carovana infinita di gente che si muoveva piano piano verso le pendici della montagna piu alta d’ Africa. La salita inizia passando attraverso la foresta tropicale.  Il primo giorno e’ sicuramente uno dei piu impegnativi perche’ devi confrontarti con un clima totalmente diverso rispetto a quello dove abitiamo noi. Salendo verso il Mandara l’ ambiente e’ molto umido ma suggestivo e arricchito da piante e fiori molto particolari ed interessanti. Se si fa silenzio e si presta attenzione e’ anche possibile scorgere un infinita’ di uccelli dalle piume colorate e le scimmie dalla coda bianca.Una volta raggiunte le nostre capanne di legno abbiamo riposato un po, mangiato qualche cosa e nel tardo pomeriggio visto che avevamo un po di tempo a disposizione, siamo saliti verso il Maundi Crater, un vulcano ormai spento e ricoperto di vegetazione da cui si puo vedere uno scorcio della cima del Kilimanjaro. La prima notte passata al Mandara e’ stata positiva.Tutti hanno dormito bene senza risentire di quei tipici sintomi d’ alta quota. Il giorno successivo dopo un’ abbondante colazione ci siamo incamminati verso i rifugi del Horombo a 3720 mt. Ci sono volute 6-7 ore prima di arrivarci. La regola dice: meglio salire piano, bere tanto, prendersi tutto il tempo a disposizione e fare molte pause. Ogni mattina chiedevo a tutti come stavano, e se avessero dormito bene. La risposta piu frequente era: ” Dormito poco e  niente ma senza mal di testa”. Qualcuno se la prendeva con me perche ogni mattina a colazione raccontavo sempre i miei sogni. Cio che forse frega un po in questi casi e’ anche l’ agitazione nel affrontare per la prima volta un’ avventura di questo tipo, i mille pensieri di cosa accadra’ nei prossimi giorni, si sa che andando piu in su i muovimenti sono piu lenti ed anche la respirazione cambia diventando piu pesante. Tutte cose che influiscono sul corpo e nella mente.  Al Horombo era stato previsto un giorno in piu di riposo. Con l’ occasione abbiamo dormito qualche ora in piu, fatto colazione piu tardi e con molta calma siamo andati a visitare il “Zebra rocks” a 4200 mt. Si chiamano cosi perche’ le pareti di questa formazione rocciosa sono ricoperte di strisce bianche e nere simili a quelle delle zebre. Qui ci siamo fermati  per piu di un ora, riposando e ammirando tutto l’ ambiente che ci circondava. Avevamo una bellissima visuale del massiccio del Mawenzi  e si vedeva benissimo il sentiero che attraverso l’ ” Alpine Desert” conduce dal Horombo al Rifugio Kibo. Col canocchiale si vedeva anche molto bene la cresta che collega il Gilmans Point al Uhuru Peak. Prima che arrivasse dal Kenia la solita nebbia del pomeriggio tipica di quei posti che invade tutto l’ altopiano tra Mawenzi e Kilimanjaro, siamo ridiscesi verso il Rifugio Horombo. Il giorno dopo sveglia alle 06.30,solita colazione a base di uova, caffe o tee,pane tostato e marmellata d’ arancia che non piaceva davvero a nessuno,purtroppo era impossibile trovarne d’ altro gusto. Ricordo che un giorno su un’ altro tavolo ancora vuoto accanto al nostro abbiamo visto un vasetto con marmellata di fragole, senza pensarci due volte piu veloci della luce lo abbiamo scambiato col nostro e gustato fino in fondo. Alle 07.30 eravamo gia in cammino per il Rifugio Kibo a 4750 mt. E’ stata una giornata impegnativa e lunga. 10 klm di cammino con qualche breve pausa per un dislivello di altri 1000 mt portati a termine in a 6-7 ore. Giunti al rifugio abbiamo fatto una piccola pausa con tee, biscotti e pop corn dopodiche’ ci siamo infilati nei sacchi a pelo per riposare un po. Alle 18.00 il cuoco ci ha servito una minestra calda e poi nuovamente tutti nei sacchi a pelo. Alle 23.00 era ora della sveglia. La colazione era a base di un po di tee nero e qualche biscotto,anche se non tutti sono riusciti a mangiare piu di tanto… ultimi controlli di materiale come guanti, lampade frontali, scalda mani, thermos di tee e tutto il necessario per affrontare la ripida salita e la lunga notte. Tecnicamente non servono corde , ramponi o picozze. Partendo a mezza notte e sapendo che il primo sole si vede solo alle 06.00 di mattina si sa che la notte sara’ molto lunga e che ci saranno dei momenti anche molto freddi. La cosa che conta di piu oltre ai materiali e’ sicuramente la testa. Bisogna concentrarsi al massimo e non dare nulla per scontato trovare i ritmi giusti nella progressione tra passi e respirazione ed essere consapevoli che ci vorranno minimo 6 ore fino al Gilmans point e da li un’ altra ora e mezza fino alla cima del Uhuru Peak. Bisogna gestire al meglio le forze, dosare ogni muovimento, evitando uno spreco superfluo di energie. La salita non e’ solo una cosa fisica, ma anche forza mentale. La partenza era stata concordata con le nostre guide per le 24.00. Puntuali come un orologio svizzero ci siamo messi in marcia. Dal Kibo al Uhuru ci sono 1200 mt di dislivello da affrontare. Il terreno e’ in parte molto ripido e ricoperto di roccie e ghiaie vulcaniche dove fai un passo avanti e due indietro. Ogni tanto qualche breve sosta per riposare un po e bere qualche sorso di tee caldo ben zuccherato. Il freddo ai piedi e alle mani si fa sentire ma e’ ancora tutto sopportabile. La notte e’ buia, il cielo stellato ed ogni tanto guardando in su si puo’ scorgere qualche stella cadente, riconoscendo perfino delle costellazione. In salita e’ tutta una sfilata di luci bianche fornite dalle lampade frontali.Chi avanti chi dietro, c’ e’ anche qualcuno che ci supera ma a noi non ha creato nessun problema, anzi …noi preferivamo salire con calma e senza stress. Alla partenza per togliere un po la tensione ed i troppi pensieri dalla testa avevo detto in tedesco” So Manderln pock’ ma den Huegel” (trad in Ital) “Dai ragazzi conquistiamoci sto colle.” Partiti tutti molto motivati e secondo uno schema ben preciso, consapevoli che la cima era alla nostra portata, dopo quasi 6 ore di lunga salita avevamo raggiunto il Gilman’s Point a 5681 mt. Speravo che da quel punto si potesse ammirare una bell’ alba ma purtroppo eravamo avvolti in un mare di nuvole. Breve pausa per un’ altro sorso di tee e poi avanti. I nostri due amici, la Ulli e suo figlio Moritz si sono dovuti arrendere al Gilmans Point perche’ erano parecchio provati dalla salita, a corto di energie e ne risentivano della quota. Io,Karin, Anna e Nikolaj abbiamo invece proseguito. C’ era ancora molta nebbia ed il sole non riusciva a passare le nuvole per scaldarci un po. Continuavo a ripetere a loro…” E ora guai mollare, andiamo avanti con calma che manca poco”…. e cosi piano piano ci siamo diretti verso la cresta vulcanica che doveva portarci alla meta finale ….. l’ Uhuru Peak. Mancavano da affrontare gli ultimi 200 mt di dislivello. Calcolavo ancora 1 oretta e venti minuti di cammino lungo il cratere. Il vento era costantemente forte ma ogni tanto il sole bucava le nuvole e si sentiva il beneficio del suo calore su di noi. Qualche piccola pausa ancora, poi alla fine a 50 mt finalmente l’ enorme insegna verde con le scritte gialle che dicevano “Congratulations you are now at Uhuru Peak 5895 mt. cosi, dopo 4 giorni di salita eravamo finalmente giunti in vetta al Kilimanjaro. Ce l’ avevamo fatta!!!! Difficile descrivere la commozione, la felicita’ e l’ adrenalina chc’ era dentro ogni uno di noi.Sono momenti bellissimi e cosi ricchi di emozioni che solo facendo queste cose li si puo capire. In cima siamo rimasti poco. Giusto il tempo di fare qualche foto, di guardarsi in torno e bere qualcosa di caldo, poi ci siamo rimessi in cammino. La discesa dalla cima e’ durata 2 giorni. Dal Uhuru Peak siamo scesi direttamente al Rifugio Horombo e meno male che salendo di notte non abbiamo visto quello che ci aspettava in discesa. Spesso meglio salire al buio cosi ci si concentra su quel po di terreno che illumina la lampada frontale, controlli i passi e non ti resta il tempo di guardarti intorno. Dal Horombo siamo andati direttamente al Marangu Gate. E’ stata una pedalata non da poco considerando che in soli 6 giorni tra salite e discese abbiamo fatto circa 8000 mt di dislivello pero’ ogni fatica , ogni passo fatto ne’ e’ valsa la pena…… Alla fine come spesso accade di ogni avventura rimangono i ricordi piu belli e le cose piu faticose ,i momenti difficili, paure, dubbi,stress…si dimenticano abbastanza velocemente. Vorrei ringraziare i miei compagni di viaggio, Karin,Anna,Ulli, Nikolaj e Moritz con cui ho potuto condividere questa bella avventura e pian piano iniziero’ a pensare a qualche nuovo progetto….


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