Posted by: christiandenicolo | 03/05/2013

Summit Mt. Damavand 5671mt Iran

Mt Damavand 147La nostra avventura per il Mt. Damavand e’ iniziata il 24 aprile con partenza dall’ aereoporto di Bergamo. Al check in ci dicono che i nostri visti non sono validi e non vi dico lo schock per la notizia e di come ci siamo sentiti in quel momento ma fortunatamente con due telefonate all’ambasciata iraniana a Milano abbiamo risolto tutto in due minuti. Arrivati a Tehran alle 04.00 di mattina dopo 7 ore di aereo ci siamo recati in hotel per riposare un po. Dopo colazione abbiamo iniziato ad organizzare i materiali necessari per la salita,effetuato gli ultimi pagamenti e acquistato provviste. Il 26 aprile siam partiti verso le 09.00 lasciando la capitale iraniana in direzione del Mt.Damavand. Con due macchine a disposizione abbiamo sistemato tutto l’ occorrente lasciando in hotel solo le cose non ci servivano. Dopo 3 ore di macchina e qualche fermata per fare qualche foto ed ammirare il panorama stupendo delle cime del gruppo montuoso dell’ Elburz,siamo arrivati a Polur. Da li avanti fino a Reineh a 2200mt dove abbiamo fatto cambio macchina con un fuoristrada piu grande e siam saliti per una strada di montagna molto ripida e tortuosa raggiungendo a 3000mt il rifugio di Gosfand Sara,nostro campo base. Il tempo era stupendo ma c’era molto vento in quota e sulla cima del Damavand le nuvole avevano formato un enorme ombrello.Le temperature sulla cima dovevano essere sicuramente molto basse. Nei giorni prima a Tehran guardavamo il meteo e le temperature segnavano spesso un -37°. Dopo avere passato una notte molto tranquilla al campo base,verso le 09.30 siamo partiti iniziando la salita che ci avrebbe portati fino al Rif.Bagah Sevom a 4250mt. Il sentiero e’ ben marcato e viene sfruttato molto nel periodo estivo da tutti coloro che vogliono salire su questa cima a piedi. Per raggiungere dal campo base il secondo rifugio ci vogliono piu o meno 4 ore. Noi forse ne abbiamo impiegate anche 5 perche piu volte ci siamo fermati per riposare un po, bere e mangiare qualcosa e ammirare tutto cio che ci stava attorno. Al nostro seguito c’erano 2 muli che ci hanno aiutato a trasportare molto materiale come sci, scarponi e provviste. Il rifugio a 4250mt esteticamente fa una buona impressione ma una volta dentro confesso che non e’ molto accogliente. E’ gestito da due giovani iraniani che ti accolgono gentilmente offrendoti un bel tee caldo ma aoltre a quello non viene fatto gran che. L’ interno sarebbe anche bello perche ha ampie camerate con parecchi letti a castello e sistemazioni molto spartane che per dormirci una notte non sarebbe un problema, ma e’ gestito in maniera davvero disastrosa nel senso che e’ trascurato, sporco e nessuno fa niente per tenerlo in maniera un po piu decorosa…ed e’ davvero peccato. Il 28 aprile, giorno della cima, ci siamo alzati verso le 05.00 fatto una veloce colazione a base di tee e biscotti, abbiamo controllato per l’ ennesima volta di avere tutto l’ occorrente per la cima preparato termos con del buon tee caldo ben zuccherato. Durante la colazione sono sorte alcune discussioni e polemiche con l’ amico Buhran, un accompagnatore turco che l’ anno passato era con noi anche al Mt.Ararat e che qui al Mt damavand avrebbe dovuto salire con l’ amico Lucio Bonali oltre ad un secondo accompagnatore iraniano che in teoria avrebbe dovuto salire con me,Christian e Salvatore. Buhran ci avvisava che stava per cambiare il tempo, che sarebbe stato molto pericoloso salire la cima per il freddo ed il forte vento in quota. Ci sconsigliava di salire e che sarebbe stato meglio aspettare ancora un giorno. A sto punto esco dal rifugio, mi guardo attorno per capire davvero la situazione meteo e davvero non riuscivo a capire di cosa parlasse. All’ orizzonte nessuna nuvola da brutto tempo…visibilita’ottima e solo la cima del Mt.Damavan era avvolta da qualche fascia di nuvole ma per il resto non c’era davvero nessun problema. Per me c’ era qualcosa sotto e a quel punto mi sono incavolato come poche volte ho fatto in spedizione e gli ho detto: “My friend”…se non ti va di salire perche hai mal di testa e non reggi l’ altezza son cavoli tuoi ma non per questo rinuncio io alla cima. Nell’ aria si era creata un bel po di tensione e tutta sta confusione di dubbi e avvertimenti aveva un po confuso anche le idee dei miei compagni ma alla fine sono riuscito ad impormi su “guide e accompagnatori” e fargli capire chi comanda e credo che di esperienza di montagna ne abbiamo abbastanza da potere valutare certe situazioni e decidere se una cosa si possa fare o meno. Cosi io, e Salvatore abbiamo preso i nostri sci e verso le 06.00 abbiamo iniziato la nostra salita mentre Lucio a piedi veniva accompagnato da una “guida” iraniana. Purtroppo Salvatore non avendo i “rampant” (rampone per gli sci) dopo una mezzora di salita iniziava aa avere i primi problemi perche’ scivolava con le sole pelli e purtroppo ha dovuto desistere col continuare e ci ha dovuto abbandonare aggregandosi a Lucio e anche lui salire a piedi. Il vento si faceva sentire, era molto molto forte e trasportava neve in tutte le direzioni, ma tutto sommato eravamo vestiti veramente molto bene con materiali molto caldi e per quanto riguarda le temperature basse non abbiamo mai avuto grandi problemi.Christian Ferrario in salita non stava molto bene aveva un po di mal di testa dal giorno prima e aveva anche vomitato….io l’ ho aspettato un paio di volte ma quando ho capito che faceva fatica a tenere il passo e che sarebbe salito con piu calma, sono partito in solitaria verso la cima. A 5100mt eravamo d’accordo di trovarci con l’ accompagnatore iraniano,Lucio e Salvatore e da li di procedere tutti insieme a piedi verso la cima ma non vendendo sbucare nessuno lungo la cresta rocciosa che loro avevano scelto di fare perche piu facile rispetto ai pendii innevati di dove salivamo noi con gli sci… ho pensato:”Qui non arriva nessuno meglio continuare per conto mio”. La cosa mi piaceva perche’ ero completamente solo e risalivo una montagna mai fatta prima con nessuno davanti a me. Nella testa tanti pensieri ma bello sentirsi solo e dovere cercarsi la line migliore e piu logica. Arrivato a 5300mt altra piccola pausa, bevuto qualcosa di caldo e vedendo che la neve da li in poi era davvero poca per non dire scarsa ho tolto gli sci e deciso di continaure a piedi. Il Damavand e’ un vulcano attivo e verso la cima il suo sottosuolo e caldo sogliendo cosi gran parte della neve in superficie. Man mano che salivo il tempo si faceva sempre piu bello e mi sono fermato piu volte per ammirare il panorama,riposare un po e scatare qualche foto.Piu salivo e piu mi sentivo bene…Sui 5500mt la fatica si faceva un po sentire ma quando sei a pochi passi dalla meta, vedi che il tempo e’ ottimo e stai bene in quota…..li non mi ferma piu nulla anzi a volte riesco ad emmozionarmi per la cosa che sto facendo al punto tale che riesco a tirare fuori riserve di forze in piu. Nel respirare pero’sentivo un non so che di strano e dopo alcuni minuti ho realizzato che l’ aria aveva un non so che’ di strano, era diversa dal solito. Guradandomi attorno ho notato che gran parte delle roccie erano gialle e pensando a cio che avevo letto e mi avevano detto….ho capito al volo che da li uscivano delle fummarole di zolfo….gas molto pericolosi e nocivi se respirati. Ho cercato di allontanarmi subito il piu veloce possibile da quei posti. Guardando sull’ altimetro ho visto che ormai mancava davvero poco alla cima ero a 5600mt e c’ erano ancora 60-70mt di dislivello da compiere, ma proprio in questo ultimo tratto si presenta davanti a me un soffione enorme di zolfo che fuoriusciva dal sottosuolo ostruendomi cosi il passggio. Da stupido ho provato ad oltrepassare questa colonna di fumo-vapore biancastra, ho provato anche a trattenere il respiro ma in pochi secondi mi sono reso conto che era tossica e pericolosissima. Ho fatto un dietro front di corsa e sono riuscito per fortuna a rifarmi respirando aria “normale”. Di tutta la salita questo e’stato il momento piu difficile. A questo punto ho capito che la sola cosa da fare era di scendere di quota di 60-70 mt e di raggirare la nuvola di gas mossa dal vento. Fatto questo,in men che meno alle 11.20 ero in cima. Protetto da enormi massi di roccia vulcanica sono riuscito a ripararmi dal forte vento e riposarmi un po. Dalla cima lo spettacolo era davvero molto bello.Ho fatto parecchie foto e video ed ero anche molto contento di avere presso la decisione di salire la cima quel giorno senza dare troppo peso alle cose dette al mattino da chi ci accompagnava. Dopo una pausa di venti minuti, ho iniziato la discesa a piedi fino a dove avevo lasciato gli sci….da li poi ho proseguito sciando verso il rigugio dove c’ era Lucio, Salvatore e le altre guide ad aspetarmi. La discesa con gli e’ stata davvero fantastica…quasi 2000mt di discesa, una cosa davvero bellissima. Vorrei ringraziare Lucio Bonali per avermi dato ancora una volta l’ opportunita di partecipare a spedizione in Iran e colgo l’ occasione per salutare anche Salvatore Zangari e Christian Ferrario(che anche lui ha raggiunto la cima)e ringraziare tutti per la bella compagnia.


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