Posted by: christiandenicolo | 15/12/2013

Namaste…… un trekking ai piedi dell’ Everest

DSCN1864E’ un po che non mi sono più fatto sentire e che non ho più messo delle news riguardo le mie attività alpinistiche o spedizioni. Dopo la salita al Mt.Damavand in Iran avevo in progetto con degli amici di fare qualche cima in Nepal. L’ idea era di salire la cima del Mera Peak 6474mt come acclimatamento per poi passare all’ obiettivo principale che sarebbe stato il Baruntse con i suoi 7220mt. Purtroppo questo progetto di spedizione e’saltato e mi sono trovato un po spiazzato perche’ non sapevo cosa avrei potuto organizzare di nuovo in cosi poco tempo e soprattutto dove andare. Ma da un certo punto di vista e’ stato anche forse un bene che sia andata cosi. Le cose improvvisate ed organizzate in brevissimo tempo non vanno mai a buon fine e questo ve lo dico per esperienza. Alla fine pero’ ho cercato di convincere e motivare Karin, la mia ragazza,di partire per il Nepal, ma questa volta non per scalare una cima ma per fare un trekking nella zona del Campo base dell’ Everest. Posti meravigliosi che conoscevo gia’ da dei trekking fatti precedentemente nel 2005 e per essere stato al Pumori nel 2006.
Siamo partiti l’ 8 ottobre da Monaco. Una volta raggiunta la capitale di Kathmandu dopo un giorno di riposo e un giorno per sbrigare le solite questioni burocratiche tra biglietti aerei, permessi, visti ed organizzare il materiale, ci siamo messi in volo alla volta di Lukla, un piccolo villaggio con aereoporto posto a 2800mt da dove partono tutte le spedizioni per Everest ed altri 8000mt ed i diversi trekking per la valle del Solukuhmbu o le zone di Gokio,Thame e altre valli limitrofe. href=”https://christiandenicolo.files.wordpress.com/2013/11/everest-map.gif”>everest map. Il programma prevedeva un trekking di ca. 16 giorni. L’idea era quella di partire da Lukla per raggiungere in 2 giorni Namche Bazar dove avremmo riposato un giorno per favorire cosi anche l’acclimatamento, e poi continare per Dole, Machermo, Gokio, salire il Gokio-Ri, ridiscendere dal”colle di 5300mt” andando a Dragnak, salire il Cho-La pass a 5420mt arrivando a Dzonglha e da li avanti verso Lobuche visitare la Piramide del Cnr per arrivare a Gorakshep e salire il famoso e più gettonato punto panoramico del Kalapatthar a 5550mt da dove si hanno grandiose vedute su Pumori, Everest,Lohtse, Nuptse, Amadablam e tante altre bellissime cime. I primi due giorni sono stati davvero una favola….giornate splendite senza nemmeno una nuvola. Ma una volta arrivati a Namche Bazar si capiva guardando il cielo che il tempo prima o poi sarebbe cambiato e anche le previsioni locali non promettevano nulla di buono prevedendo brutto tempo per i prossimi giorni….che alla fine sarebbero stati 3 giorni di pioggia intensa e torrenziale con nuvole basse e visibilità zero. Un monsone anomalo per questa stagione provveniente dall’ India aveva portato grandi quantità di pioggia al di sotto dei 4300mt mentre sopra queste quote tanta neve. Da Namche l’idea era di prosseguire per Dole passando per i 3 laghi del Gokio e salire il Gokio-Ri. A Phortse Tenga, un piccolissimo villaggio posto a 3680mt a 3 ore di cammino da Namche, Karin ed io ci siamo fermati in un lodge a bere un buon tee caldo al limone e riposare un po’ visto la ripida salita fatta e il tempo pazzo che e’ era in quel momento. Per nostra fortuna in questo posto di ristoro avevamo incontrato alcuni trekkers svizzeri che ritornavano esattamente dalle zone del Gokio respinti per le pessime condizioni metereologiche. Parlando con loro ci avevano sconsigliato di prosseguire perche’ c’era talmente tanta neve che i sentieri erano pressoche’ inesistenti,molti trekkers erano bloccati nei lodge da diversi giorni ed in una zona del Gokio una valanga aveva travolto un accampamento di tente con yak e persone, fortunatamente senza gravi conseguenze. Anche molti campi base erano stati travolti e sommersi dalla neve tipo Mera Peak, Baruntse, Island Peak e diversi alpinisti bloccati da più giorni ai campi alti e fortunatamente evacuati con ausilio degli elicotteri con i primi giorni di bel tempo. A questo punto per evitare rischi inutili e perdita di tempo, abbiamo cambiato programma come centinaia di altre persone optando di andare direttamente verso il campo base dell’ Everest passando per Phortse,Pangboche,Dingboche,Lobuche Gorakshep fino al Kalapatthar. Dopo quasi una settimana che eravamo in giro il tempo ha iniziato a migliorare regalandoci delle stupende giornate soleggiate con cielo limpido e senza nuvole. Certo camminare 3 giorni sotto la pioggia non fa piacere a nessuno ma in questi posti se non vai avanti rispettando le tappe prefisse bello o brutto che sia …..perdi i giorni per strada e alla fine ce un programma e date da rispettare.Col passare dei giorni il cielo blue ed il sole che aveva cosi molta più forza, aveva contribuito a fare assestare la neve caduta in quota favorendo cosi la camminata verso le zone del Solu Khumbu e del campo base dell’Everest. Mi e’ dispiaciuto non essere riuscito ad andare al Gokio perché sono posti che meritano essere visitati. Questa volta e’ andata cosi e siccome non scappano, possiamo tornarci anche un’ altra volta. Il mio obiettivo principale era il Kalapatthar e almeno quello lo abbiamo salito con condizioni metereologiche davvero splendide c’ era ancora molta neve ma per noi montanari abituati a situazioni come questa anche a casa, non c’ era nessun problema. Il sentiero che saliva a questo punto panoramico a 5550mt era stato tracciato nei giorni precedenti e quando so che ce una traccia….allora so che al 99% arrivo in cima.
Per chi non fosse mai stato in Nepal e non avesse ancora fatto un trekking posso solo dire che merita davvero visitare questi posti. E’ bello il contatto con la gente locale soprattutto con i nepalesi che vivono in montagna. Gente che conduce una vita davvero dura lavorando da quando sorge il sole fino al suo tramonto. Non ci sono strade o mezzi meccanizzati al di fuori che elicotteri,ma solamente sentieri ripidi e tortuosi dove sono gli abitanti stessi con le loro schiene a trasportare da un posto all’ altro tutto cio di cui necessitano. Oltre all’ uomo ce poi il famoso yak e anche gli asini che vengono utilizzati come animali da soma. Tutti i viveri che servono nei lodges, tutte le cose innimmaginabili importante per la sopravvivenza nei villaggi posti a queste quote viene fatto volare da Kathmandu a Lukla. Una volta arrivate le cose saranno i “portatori” o i vari conduttori di animali che porteranno a destinazione cio che gli e’ stato richiesto. E’ un lavoro duro ed estenuante che richiede molta forza e resistenza magari anche poco retribuito e riconosciuto da tanti ma di sicuro il sistema più efficace che garantisce la sopravvivenza di queste persone in Himalaya. Le case sono molto semplice ma molto ben tenute, pulite e piene di colore…specialmente i lodges dove si fermano i turisti sono tutti ben curati ed i proprietari quasi spesso di proprietà di sherpa che hanno salito una o più volte l’ Everest guadagnandosi cosi i dollari necessari per costruirli…sono loro stessi con la loro famiglia a gestirli e si danno davvero un gran da fare per fare stare bene chi li visita. Ce n’e’ per ogni soldo…..un po come gli alberghi da noi. Forse per un certo punto di vista per quei posti li anche un po esagerati pero’ ogni uno come che preferisce. Ogni giorno si raggiungono ambienti molto particolari e suggestivi, si incontrano bene o male quasi ogni secondo giorno trekkers gia visti in precendeza e tanta gente locale: portatori, studenti, monaci, contadini…..una cosa molto bella a differenza dalle nostre citta’ che indipendentemente che ti conosci o meno, tutti si salutano ,ed il saluto e’ sempre “NAMASTE” e le mani giunte rivolte verso l’ alto ed un piccolo inchino fatto con la testa.
Di cose da vedere ce ne sono davvero tante: dai monasteri, ai semplici villaggi, alle “bakery” con dolci davvero buoni e una ottima tazza di caffe che si trovano lungo il percorso….e camminando…. ogni angolo e’ sempre cosi diverso e particolare. A Kumjung un piccolo villaggio sopra Namche Bazar e’ interessante fare visita al monastero dove all’ interno c’e’una cassaforte dentro di essa e’possibile vedere in uno scrigno di legno e vetro il famoso “scalpo dello yeti”DSCN1536
Merita visitare i vari monasteri di cui il più importante forse quello di Tengboche e dove nelle vicinanze ce un monastero che e’ anche il più antico dove vivono solo monache tibetane ed e’ anche il più antico. Il Kalapatthar e’ forse uno dei punti più panoramici di tutta la valle del Khumbu per ammirare le vette di Nuptse, Lohtse, Everest, Pumori, Amadablam, Lobuche Peak, Manaslu, Island Peak….E’ gia la sesta volta che torno in questi posti e devo dire che ogni volta e’ come se fosse la prima. Sono posti che non mi stanchero’ mai di visitare e spero di poterci tornare ancora. Per quanto riguarda il trekking posso dire che i sentieri sono belli per dormire ci sono molti lodges dove e’ possibile pernottare e mangiare…..da portarsi ce solo un buon sacco a pelo ed il solito vestiario e materiale necessario. Aggiungo qualche foto per fare vedere in breve le zone dove siamo stati e se qualcuno avesse interesse a fare un giro da queste parti potete sempre scrivermi mandando una mail a wildwolf1968@yahoo.com saro’ felice di darvi tutte le informazioni necessarie.
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