Mount McKinley 6194m – Expedition 2010

Il Mt. McKinley dall'aereo che ci ha portato dentro il Denali National Park

Il Mt. McKinley è la più alta cima dell’America settentrionale, conosciuta anche col nome di Denali ovvero “la grande montagna”. Il Mount McKinley ha due cime, la Nord, alta 5934mt e la Sud di 6194mt. Fu scalata per la prima volta nel 1913 per una scommessa fatta in un saloon tra alcuni cercatori d’oro guidati da Hudson Stuck. Nel 1961 l’ alpinista italiano Riccardo Cassin traccio una bellissima via sullo sprone Sud di questa montagna che ancora oggi porta il suo nome “Via Cassin”.

L’ idea di andare al Mt. McKinley mi era già venuta 5 anni fa, ma non avendo trovato compagni motivati per questa nuova avventura, decisi allora di andare in Peru per un mese dove nell’arco di 3 settimane con due amici dei Catores salimmo quattro cime fra cui l’ Huascaran ed il Chopicalqui.

io, Roland, Felix, Walter, Willy

A Dicembre con un amico – anche lui Cator -, col quale già in passato avevo salito diverse cime in Bolivia, si era parlato di questa montagna e da lui giunse la proposta di organizzare la spedizione al McKinley. Certo la voglia era tanta, ma la situazione economica non delle migliori….ebbi qualche dubbio all’ inizio, ma poi pensai:“ora o mai più” e dissi “SÌ”!

Noi con le slitte "pulke"

Questa montagna è considerata la montagna più fredda in assoluto in quanto raggiunge spesso temperature al di sotto dei – 40 gradi, essendo molto vicina al circolo polare artico.

Il gruppo che partecipera a questa nuova avventura è composto oltre che da me, da Willy Comploj, due amici della Val Badia e uno svizzero, tutta gente con una notevole esperienza alpinistica.

cibo liofilizzato a Camp3

A conclusione di questa nostra straordinaria nonché bellissima esperienza nelle montagne del parco nazionale del Denali, parlando in questi giorni con i compagni di spedizione, posso dire che siamo davvero tutti contentissimi per come siano andate le cose. Siamo saliti e ridiscesi la montagna nel giro di 6 giorni, cosa che normalmente richiede come minimo dai 10 ai 13 giorni. Abbiamo avuto molta fortuna col tempo e sicuramente anche il fatto che eravamo un gruppo molto unito, determinato ed affiatato ha fatto sì che riuscissimo tutti a raggiungere la cima del Mt McKinley in così poco tempo.

Camp3 a 4320m, 26/05/2010 ore 11:16

Non nascondiamo che la nostra più grande paura era il grande freddo per cui questa montagna è conosciuta, anche il brutto tempo che qui è una cosa frequente ci ha dato parecchio da pensare, ma poi per fortuna tutto è andato nel verso giusto e col passare dei giorni eravamo sempre più motivati, trovando le giuste decisioni e scelte e puntando sempre più decisi al nostro unico obiettivo: la cima!

A differenza dell’Himalaya non ci sono né Sherpa o Yaks a dare una mano per l’avvicinamento fino al Campo Base chiamato anche “Campo Medico”, posto a 4320mt e presieduto dai rangers della zona. Qui con gli sci ai piedi saremmo noi stessi a trainare tutto il materiale servendoci delle “PULKE”, le slitte che con gli sci saranno nostro unico mezzo di trasporto.

I primi giorni sono stati davvero duri, non è facile trainare una slitta con pesi di 40-50kg che ogni qualvolta trova un minimo ostacolo si ribalta!

io..., un po' di riposo

Abbiamo passato momenti difficili, duri e di stress perché tante energie le avevamo già bruciate  subito all’inizio tramite questi grandi sforzi. I primi giorni so che ho bestemmiato come un matto in mezzo al ghiacciaio; sì, perché faceva caldo, mi toccava tirare pesi a cui non ero abituato, cercavo di dare il massimo e per colpa di una stupida slitta stavo sprecando enormi energie e facevo sforzi superiori al normale!

I giorni successivi dove abbiamo lavorato portando ai campi alti materiali, salendo per corde fisse, affrontando tratti crepacciati, subendo raffiche di vento e aria molto fredda, sono stati anche molto impegnativi ma un po’ meno duri rispetto all’inizio.

in tenda di "notte"

Paura vera e propria non ne abbiamo mai avuta durante la salita, stavamo tutti bene e le notizie positive del tempo che arrivavano di giorno in giorno ci davano ancora più motivazione e sicurezza nella nostra impresa. Sapevamo benissimo che se il tempo avesse tenuto da Camp 3 a 4320mt per ancora 2 giorni, la cima sarebbe stata nostra. E così è stato, abbiamo deciso, visto che nessuno aveva sintomi di mal di testa da alta quota, di partire da campo 3 e fare in un unico sforzo salendo le corde fisse, passando per la cresta rocciosa a 5000mt superando il Denali Pass e continuare per il Footballfield sino alla cima.

Camp3 a 4320m, Mt. McKinley

L’unica cosa che abbiamo fatto durante questo percorso è stato quello di porre 2 tende a 5300mt dove avremmo riposato durante la fase di ritorno. Così era stato deciso da tutti e cosi è stato fatto. L’idea nostra era di puntare alla cima salendo leggeri, veloci e senza impiegare troppi giorni perché se il tempo avesse dovuto cambiare, avrebbe potuto compromettere la nostra spedizione.

In 14 ore  superando un dislivello di quasi 1900mt di sola salita abbiamo raggiunto da Campo3 la cima del Mt. McKinley a 6194mt! Erano le ore 23:45 quando eravamo in vetta. È stato un momento stupendo perché c’era ancora la luce del sole mentre alle spalle una magnifica luna piena!

Il nostro obiettivo era stato raggiunto, la temperatura sarà stata sui -25 gradi, neanche così male tutto sommato. Il tempo di fare qualche foto, congratularsi a vicenda per la riuscita e poi subito concentrazione per il ritorno…. sì, perché quando sei in vetta, sei solo a metà strada.

con gli sci

In 4 ore siam ridiscesi fino ai 5300mt dove ci aspettavano le tende. Non eravamo molto felici di passare lì la notte, avremmo preferito ridiscendere al Basin Camp, ma ogni tanto è anche meglio seguire la ragione e non strafare nelle cose. Era freddo ma la notte l’abbiamo superata bene.

corde fisse a 4600m , 26/05/2010 ore 11:55

Nonostante la stanchezza il giorno dopo ci siamo alzati di buon ora, abbiamo fatto un po’ di acqua, mangiato poco e nulla, raccolto le tende e tutto il nostro materiale e ridiscesi da 5300mt a 4320mt. Man mano che si scendeva stavamo sempre meglio, ogni tanto ci scappava qualche battuta divertente, un po si canticchiava ma senza mai perdere la concentrazione.

da bravi alpinisti: speck e grana...

Durante la discesa sulle corde fisse incontravamo gente che saliva a portare materiale al Campo4 per poi ridiscendere e risalire il giorno dopo, cosa che noi abbiamo deciso di non fare per evitare di sprecare inutili forze e tempo prezioso. Tanti li conoscevamo dai giorni prima e questi ci salutavano chiedenoci come fosse andata. Noi fieri rispondavamo: “YES, WE SUMMIT DENALI! “Sì, abbiamo fatto la cima!” e tutti ci facevano le congratulazioni. Ne andavamo davvero fieri!

Al Campo3 siamo stati accolti da degli spagnoli che ci hanno offerto da bere e ci chiedevano come fosse andata. Alla nostra risposta che eravamo saliti in 14 ore da lì alla cima, non ci volevano credere, si son fatti una risata. Anche altri membri di spedizioni ci davano per matti e all’inizio non credevano molto alle nostre parole, ma col passare delle ore gli abbiamo fatto cambiare idea a tutti e noi logicamente strafelici per la nostra riuscita! Dopo aver mangiato parmiggiano, speck e bevuto litri di tè ed acqua ci siamo infilati nei nostri sacchi a pelo al caldo e ci siamo goduti così un meritato riposo.

Camp4 , 27/05/2010 ore 20:30

Il giorno dopo da Campo3 siamo ridiscesi al Campo2, abbiamo riposato un’ora e 1/2 e poi abbiamo preparato sci e slitte e siamo ridiscesi lungo la via di salita per raggiungere dopo     5 ore il punto di partenza dove l’aereo ci aveva sbarcato il primo giorno. Confesso che questo giorno è stato il giorno dove io ed i miei compagni abbiamo avuto più paura in assoluto. Nel giro di una settimana le condizioni del ghiacciaio favorite dal bel tempo erano cambiate. Il troppo sole e le alte temperature aveva provocato l’apertura di numerosi crepacci. In una zona dove avevamo posto la tenda il primo giorno, si era aperto un crepaccio di 40cm e profondo 30mt se bastano! Avevamo praticamente dormito su un crepaccio senza saperlo.

sulla cresta da 5200m in sù

Durante la fase di rientro stavamo sulla solita traccia di salita e anche lì buchi a destra e sinistra. Lo stress era grande e giuro che ho avuto paura, forse mai tanta paura come qui! Bastava una minima distrazione e potevi caderci dentro, facendo la fine del topo. Ogni tanto capitava di dovere schivare la traccia di salita ed uscirne di qualche metro. C’è stato un attimo che ho visto sprofondare gli sci. Il cuore mi è andato in gola e pensavo: “ecco, ora vado giù”, ma per fortuna non è mai successo. Ho pensato a tutto e a nulla. Speravo solo che finisse presto la via del rientro.

Un tedesco che avevamo conosciuto ci ha raccontato di essere caduto 4 volte in piccoli crepacci, salvandosi grazie all’enorme zaino che aveva sulle spalle ed ad altri alpinisti polacchi e americani che lo hanno aiutato ad uscire. Se non fosse stato per quello zaino e per quelli alpinisti che erano lì per puro caso, avrebbe fatto la fine che ognuno può ben immaginare.

avvicinamento alla cima 26/05/2010 ore 17:32

avvicinamento alla cima 26/05/2010 ore 21:45

avvicinamento alla cima 26/05/2010 ore 22:08

vista panoramica

la cima del Mt. McKinley, 26/05/2010 ore 23:45

Una volta raggiunto il posto d’atterraggio degli aerei sapevo che oramai era fatta e che non c’era piú nulla da temere. Scaricate le slitte e organizzato tutto il nostro materiale ci hanno fatto sapere che alle ore 18:30 ci avrebbero prelevato con un aereo e riportato a Talkeetna dove avremmo dovuto sistemare qualche ultima formalità con i Rangers locali.

al Denali International Airport ;-) ...tutti stanchi, ma felici

ce l'abbiamo fatta!

Purtroppo alcuni giorni dopo la nostra salita si sono verificati degli incidenti mortali al Mt McKinley: già qualche giorno prima che noi raggiungessimo il Campo3, un francese scivolando lungo un pendio ghiacciato nella zona del Windycorner era precipitato per 1600mt morendo, poi un altro era caduto in un’altra zona, salvandosi miracolosamente, mentre 2 canadesi sono morti travolti da una valanga a 4800mt. sulla via “Messner” e un ragazzo belga ha perso la vita sulla “Via Cassin”.

il lodge a Talkeetna

festa dopo la cima fatta

Sono davvero contento per come siano andate a noi le cose, forse realizzeremo col passare dei prossimi giorni ciò che abbiamo portato a termine. Il gruppo è stato davvero forte, ben motivato, unito e probabilmente questo è stato il motivo per cui siamo riusciti a salire anche così velocemente.

Christian

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Responses

  1. […] Mount McKinley 2010 […]

  2. C.,
    Ho letto il racconto e visto le foto e ti confesso che un po’ mi sono emozionato. Sapere che la stessa persona che mi sorride sulla passeggiata del trenino poi svolge certe imprese…mi riempie di felicità.
    COMPLIMENTI !
    Parto verso le 21.00 (ora c’è un incidente sull’autobrennero con 6 km di coda…meglio aspettare).
    Da lunedì sono operativo. Se vuoi accompagnare un turista sfigato che arranca ma almeno non sbuffa, sarei felicissimo.
    Se sei d’accordo, proviamo ad iniziare con una corsa insieme sul tracciato che tu facevi verso Puez ed io, con tempi ben più lunghi dei tuoi (h. 2.35), ho già provato. Potremmo partire leggeri di corsa e poi, invece che scendere diretti in val lunga, stare sopra e scendere o dalla val chedul o da quella valletta ripida di cui non ricordo il nome.
    Se invece preferisci, facciamo una ferrata. Io non ho mai fatto quella delle Meisules (forse non si scrive così).
    In ogni caso, proviamo a partire presto (5.15 / 5.30), perché poi prendo servizio con i gemelli.
    Va be non facciamo programmi. Ti chiamo domani sul cellulare.
    Ancora bravo. Un abbraccio. Paolo.

    • Oh Paolo…si chiama Val Culea la valletta…. :-)) beh dai quando sei qui ci sentiamo e ci organizziamo in base al tempo…..per me un po di trening va sempre bene lo sai e piu ne fai meglio e’…xcio ci sentiamo presto ok???? ciao Christian

  3. […] Mount McKinley 2010 […]


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